Il Comitato per Bologna Storica e Artistica sorse a Bologna il 5 maggio 1899 su iniziativa del conte Francesco Cavazza e di Alfonso Rubbiani; il Comitato si prefisse lo scopo di ripulire il volto antico della città dalle troppe ingiurie inferte dal tempo e dagli uomini. Sotto l’egida e la spinta di questo Comitato furono restaurati a Bologna una cinquantina di edifici tra i più importanti della città. I fondi necessari al restauro erano all’epoca forniti dall’Amministrazione Comunale come “concorso a restauri artistici di privata iniziativa”. I criteri allora seguiti risentivano dell’incompleta evoluzione concettuale del restauro, per cui in mancanza di dati certi si lavorava per imitazione di edifici coevi che peraltro il Rubbiani, più rigoroso di altri restauratori contemporanei, faceva precedere dallo studio storico del monumento e da saggi e analisi in sito, cercando di “ritrovare l’ordine, lo stile e la bellezza iniziale” sulla base dei dati accertati in loco.

Inutili purtroppo furono le battaglie di Rubbiani e del nostro Comitato contro la demolizione delle mura civiche (1902) e contro lo sventramento del Mercato di Mezzo d’impianto romano (1917), vandalicamente previsti dal Piano di Ampliamento della città (1889). Dagli anni Trenta del secolo scorso, venendo meno la passione che coinvolgeva l’intera città e soprattutto i finanziamenti istituzionali per i restauri dei principali edifici storico-artistici, il Comitato ha curato in modo particolare l’attività culturale tramite la pubblicazione di varie e pregevoli opere. Fra queste occorre ricordare la “Strenna Storica Bolognese” uscita annualmente dal 1928 al 1930 e poi, ininterrottamente, dal 1954 ad oggi giungendo al 66° volume per un totale di oltre 18.000 pagine: una miniera di studi e di ricerche storico-artistiche, opera di circa 400 autori preparati ed esperti.
Oltre alla Strenna il Comitato cura dal 1974 la pubblicazione del notiziario quadrimestrale “La Torre della Magione”.

Il Comitato è stato insignito della medaglia d’oro per i benemeriti dell’arte con R.D. del 16 settembre 1942.
Lo Statuto attualmente vigente è stato adottato con atto notarile di Francesco Comelli (1° marzo 1952), che qualifica il Comitato come “Ente scientifico-culturale denominato Associazione Comitato per Bologna Storica e Artistica”. L’art. 1 ribadisce lo “scopo di favorire, promuovere e curare quanto giovi al restauro e alla conservazione di edifici storici e artistici, pubblici e privati e in generale di curare il carattere della città”. Con D.P.R. n. 1716 del 28 giugno 1956 il Comitato è stato riconosciuto Ente morale sulla base di detto Statuto. Suo vanto ulteriore è il fatto che il primo socio onorario sia stato, nel 1901, Giosuè Carducci, che accettò ringraziando e s’impegnò a cooperare “ai nobili fini che il nuovo sodalizio si è prefisso”: la fattiva adesione del poeta è tuttora fra i ricordi più cari del Comitato.

Presentazione Convegno Comitato per Bologna Storica e Artistica

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